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Accordo contro la doppia imposizione fiscale

  • Ingl. Double taxation agreement
  • Fr. Accord contre la double imposition

Accordo che, seguendo un modello predefinito, il modello OCSE, stabilisce essenzialmente i requisiti che persone fisiche e giuridiche di un paese devono avere per diventare soggetti di tassazione diretta nell’altro paese. Per le persone fisiche, tali requisiti si concentrano sulla “prevalente permanenza” a scopo lavorativo nel corso dell’anno (180gg. o più). Per le persone giuridiche, i requisiti si riconducono al carattere di stabile organizzazione che può assumere la sede estera di una impresa.
Una volta accertata la tassabilità del soggetto, l'accordo, in base al principio del worldwide income system, stabilisce i criteri di riconoscimento del credito d’imposta nel paese di origine, relativo ai vari tipi di tasse pagate all’estero. Va notato che il diritto al credito d’ imposta sussiste (T.U. Imposte sul Reddito) indipendentemente dagli accordi. Tuttavia la sola presenza di questi ultimi, risolvendo la diversità tra i diversi modi di tassazione, permette una sua piena fruibilità.
In Italia, le Convenzioni per evitare le doppie imposizioni entrano a far parte dell’ordinamento giuridico all'esito di un procedimento di ratifica da parte del Parlamento seguito con legge ordinaria, che conferisce piena e integrale esecuzione al trattato.
La Convenzione entra in vigore a seguito dello scambio degli strumenti di ratifica tra i Paesi contraenti. La conferma dell’avvenuto scambio degli strumenti di ratifica è resa nota attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.