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Aiuto allo sviluppo

  • Ingl. Development aid
  • Fr. Aide au développement

Complesso di strumenti finanziari (e logistici) che i Paesi industrializzati dedicano al sostegno dei PVS , sottoposti alla supervisione dell’OCSE , e per la precisione del DAC . Si sostanziano essenzialmente in doni ( Dono) e crediti d’aiuto ( Credito di aiuto), questi ultimi in calo di utilizzo avendo perso attrattività nell’attuale contesto internazionale di bassi tassi di interesse. Le iniziative di Cooperazione allo sviluppo originano sempre da atti formali (protocolli, accordi) sottoscritti con i paesi beneficiari; tali atti possono essere “bilaterali” o “multilaterali”. Le iniziative bilaterali coinvolgono solo due controparti: il paese erogatore e il paese beneficiario, mentre, le iniziative multilaterali vedono coinvolte più parti, come quelle messe in atto da Istituzioni finanziarie e Organismi Internazionali – Banca Mondiale , Enti dell’ONU, ecc. Di norma, le iniziative di aiuto allo sviluppo sono “vincolate” alla realizzazione dei progetti da parte degli operatori del paese donatore (imprese, ONG) e vengono perciò definite in gergo tied ( Tied/Unitied operation). In alcuni casi (la pratica è in aumento) esse non prevedono questo vincolo e vengono definite “untied”. L’Italia, per esempio, su base di reciprocità svolge gran parte delle iniziative a dono bandendole sul bollettino DIPCO del Ministero degli Esteri, in forma aperta alla partecipazione di operatori comunitari. Il sistema italiano d’aiuto pubblico allo sviluppo, più comunemente definito “Cooperazione allo Sviluppo”, si basa sulla legge 26 febbraio 1987, n. 49. Gli aiuti allo sviluppo dell’Italia nel 2012 sono calati del 34,7% rispetto al 2011. Lo si legge nel rapporto dell’OCSE sugli aiuti 2012. Complessivamente nel mondo l’aiuto allo sviluppo è calato del 4% in termini reali nel 2012, dopo aver registrato già un calo del 2% nel 2011. Secondo l’OCSE alla base della contrazione ci sono i continui tagli di bilancio dovuti alla crisi economica, soprattutto in Europa. Per maggiori informazioni consultare le pagine dedicate nel sito del Ministero degli Affari Esteri www.esteri.it.