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Arbitrato internazionale

  • Ingl. International arbitration
  • Fr. Arbitrage international

Procedura per risolvere una controversia fra più parti, affidando a un gruppo di tecnici, chiamati arbitri ( Arbitro internazionale) l’esame dei fatti e la decisione finale. Il ricorso all’arbitrato non è automatico, ma bisogna specificarlo nel contratto mediante la clausola compromissoria . L’ordinamento italiano prende in considerazione l’istituto dell’arbitrato negli artt. 806 – 838 del C.P.C. e nell’art. 1322 del C.C., per i quali esistono due tipi di arbitrati: l’arbitrato rituale e l’arbitrato libero, pienamente attuati con la legge n. 25/94 che ha positivamente risolto la questione della possibilità di svolgere arbitrati internazionali anche in Italia. Il primo, svolto secondo procedure di enti richiamati nella clausola compromissoria, si conclude con il lodo arbitrale  che acquista efficacia esecutiva se depositato nella Pretura nella cui circoscrizione ricade l’arbitrato. L’arbitrato libero, invece, pur non dovendo essere depositato in Pretura, ha valore contrattuale tra le parti. Esso si può svolgere con formule originali scelte dalle parti; in caso di inosservanza del lodo, la parte lesa dovrà rivolgersi al giudice ordinario per ottenere la prestazione dalla parte inadempiente.

Dal punto di vista internazionale, l’arbitrato è regolamentato dalla Convenzione di New York  del 1958, alla quale hanno aderito, tra gli altri, i Paesi dell’Unione europea, USA, Giappone, ecc. i quali si sono impegnati a dar corso senza ulteriori procedure, ai lodi arbitrali nei propri Paesi. Con il ricorso all’arbitrato internazionale, i tempi di valutazione sono decisamente più brevi rispetto a quelli della magistratura ordinaria, anche perché essi non richiedono altri gradi di giudizio, ma, di converso, i costi di questa procedura sono sensibilmente più alti, per cui è fondamentale valutare in anticipo l’entità economica della lite. E’ tuttavia consigliabile scegliere formule di arbitrato “rituale”, che essendo codificate da autorevoli enti internazionali, si possano avvalere di una consolidata casistica.

Per la scelta degli arbitri quindi occorrerà rivolgersi ad un ente arbitrale, tra i quali si ricordano, la American Arbitration Association , l’Associazione Italiana di Arbitrato (AIA) , la Camera di Commercio Internazionale (CCI) , che tra l’altro ha pubblicato i “Regolamenti di conciliazione e di arbitrato della CCI”, la London Court of International Arbitration (LCIA). Si desidera evidenziare che chi non intende rivolgersi ad un ente arbitrale internazionale può far riferimento al regolamento arbitrale dell’UNCITRAL  elaborato nel 1976 e affermatosi in tutto il mondo, la cui clausola compromissoria recita: “Any dispute, controversy or claim arising out of or relating to this contract, or the breach, termination or invalidity thereof, shall be settled by arbitration in accordance with the UNCITRAL Arbitration Rules as at present in force”.

Altre procedure di interesse, limitatamente all’ambito degli investimenti, sono quelle previste dalla Convenzione di Washington 1965 . Esse fanno capo allo ICSID, International Center for the Settlement of Investment Disputes , del Gruppo Banca mondiale .