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Investimento diretto all’estero

Fattispecie di flusso finanziario oggetto di supporto pubblico, sia da parte del sistema nazionale ( Simest) che di quello europeo ( BEI ) e mondiale ( IFC, MIGA). La tendenza ad effettuare investimenti diretti all’estero, in un ottica di delocalizzazione e globalizzazione dei processi produttivi, è divenuta, al pari della performance esportativa, un indicatore della competitività di un “sistema paese”. Per investimento diretto all’estero si intende quindi una sottoscrizione di capitale di controllo o meno, con partners locali e/o internazionali, volta ad organizzare un processo produttivo in loco. Gli investimenti diretti all’estero di imprese italiane, come anticipato, possono essere agevolati dalla Simest con vari strumenti disciplinati dalla legge n. 100/90, istitutiva della stessa Simest e dal DLgs. n. 143/98 attraverso:

  • acquisizione temporanea di quote equity, in qualità di silent partner;
  • mobilitazione di credito agevolato per coprire l’equity a carico dell’investitore italiano (Simest eroga contributi agevolativi sugli interessi del credito a medio lungo termine, corrisposto da banche convenzionate);
  • mobilitazione di capitale finanziario per coprire i costi complessivi dell’investimento.

Per ulteriori dettagli consultare il sito www.simest.it.

In modo sostanzialmente analogo alla Simest, operano sul piano europeo la BEI  e su quello mondiale IFC  e MIGA . Anche queste ultime istituzioni possono supportare l’investitore italiano in quanto soggetto di paese sottoscrittore dei relativi accordi internazionali.